28 ottobre 2008

Per fare un po' di chiarezza.

Non avendo nulla da fare(mai cosa fu piu' falsa, ^_*) stasera mi sono messo per bene, comodo comodo sulla mia sgamgherata poltrona per piluccare un po' di informazioni about a boy... no, cioe', about la famigerata 133, il decreto della Gelmini...
Qui c'è il testo, e' cortissimo. --> QUI IL TESTO <-- Cioe'... dell'universita' non parla proprio!!! Zero su zero!! Introduce il maestro unico(24h di insegnamento nella stessa classe), modifica i modi della valutazioni, introduce un intelligentissimo vincolo ai produttori di libri scolastici, favorisce tutti i laureati in scienze della formazione, che non devono piu' fare l'esame di stato per essere abilitati all'insegnamento , cambia due cose che non saprei dire, cioe', modifica altre leggi e basta. Tutto qui. Di universita' zero. Ma proprio zeroooooo!! Sorge allora una domanda piu' che ovvia, ma allora i tizi in piazza, che cazzo protestano? Non protestano a caso, la loro protesta e' riferita ad un altro decreto legge o legge, non lo so, ci capisco poco o nulla in materia. Cmnq, ecco qui il testo che viene tanto contestato. QUI IL TESTO.

E' un cacchio di mattone, che riunisce millemila argomenti differenti, ed e' la vera legge 133.

Eggia', perche' quel tanto odiato decreto della Gelmini, il primo che ho linkato, per intenderci, e' il "Decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137 "
137 !!!
Vabbe', tanto per capire quanto macello c'è di mezzo...

Tornando alla 133(il secondo link) e scorrendo in basso fino all'articolo 16 troviamo uno dei nocioli del problema, la possibilita' di un'universita' di trasformarsi in una fondazione, privata, con relativo passaggio di proprieta' dallo stato alla fondazione, con anche sgravi fiscali e altre agevolazioni.
Universita' privata = rette al di sopra dei limiti dettati dallo stato (> 20% della spesa per studente, a quanto ho capito), ovvero noi iscritti , o i futuri iscritti, al posto di 1200Euro? potremmo pagare mooolto di piu'.
Potrebbero anche rimanere invariate.
Potrebbero.

Piu' una serie di tagli che sono in realta' il prblema maggiore(questo non e' presente nell'articolo 16, ma all'articolo 66) assurdi e a caso a tutto il sistema universitario italiano.
Tagli davvero impegnativi, che nessuna universita' e' in grado di fronteggiare senza un conseguente calo dell'offerta formativa o, peggio ancora, senza finire con i conti in rosso.

E su questo, personalmente, non sono daccordo.
Ok, ci sono corsi di laurea ridicoli.
Si chiudono i rubinetti solo a quelli.
Ok, ci sono facolta' fuffa.
Si chiudono i rubinetti solo a quelle
Ok, qualcuno evidentemente ci marcia sopra.
Si segano le gambe SOLO a quel qualcuno.

Un po' come se, ad un malato di tumore, non viene piu' dato nutrimento.
Ok, le cellule del tumore muoiono tutte.
Con il sopraggiugere della morte dell'intero organismo.

Una chemio un po' piu' mirata??






Non mi sembrava una cosa esagerata, anche il Formiga la pensa come me...
xP
Ok, anche io la penso come il Formiga.

Cell






Sfido chiunque a trovare qualcosa di progettato in maniera piu' perfetta, piu' funzionale e meno complesso, pur nella sua incredibile complessita'.

Cellule...

*_*


26 ottobre 2008

Ecchecca**o, pero'...

Tasic, un serbo di 19 anni, è finito su tutti i giornali del mondo perché, partito per l'America per studiare, ha preso la laurea e pure il dottorato in otto giorni? Noi italiani, di geni, ne abbiamo a migliaia. O almeno così dicono i numeri, stupefacenti, di alcune università. Numeri che, da soli, rivelano più di mille dossier sul degrado del titolo di «dottore». I «laureati precoci», studenti straordinari che riescono a finire l'università in anticipo sul previsto, ci sono sempre stati. È l'accelerazione degli ultimi anni ad essere sbalorditiva. Soprattutto nei corsi di laurea triennali, dove i «precoci» tra il 2006 e il 2007, stando alla banca dati del ministero dell'Università, sono cresciuti del 57% arrivando ad essere 11.874: pari al 6,83% del totale. Tema: è mai possibile che un «dottore» su 14 vada veloce come Usain Bolt? C'è di più: stando al rapporto 2007 sull'università elaborato dal Cnvsu, il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, quasi la metà di tutti questi Usain Bolt, per la precisione il 46%, ha preso nel 2006 l'alloro in due soli atenei. Per capirci: in due hanno sfornato tanti «dottori» quanto tutti gli altri 92 messi insieme. Quali sono queste culle del sapere occidentale colpevolmente ignorate dalle classifiche internazionali come quella della Shanghai Jiao Tong University secondo cui il primo ateneo italiano nel 2008, La Sapienza di Roma, è al 146˚ posto e Padova al 189˚? Risposta ufficiale del Cnvsu: «Stiamo elaborando i dati aggiornati per la pubblicazione del rapporto 2008. Comunque i dati sui laureati sono pubblici e consultabili sul sito dell'ufficio statistica del Miur». Infatti la risposta c'è: le culle del sapere che sfornano più «precoci» sono l'Università di Siena (494ª nella classifica di Shanghai) e la «Gabriele D'Annunzio» di Chieti e Pescara, che non figura neppure tra le prime 500 del pianeta. Numeri alla mano, risulta che dall'ateneo abruzzese, che grazie al contenitore unico di un'omonima Fondazione presieduta dal rettore Franco Cuccurullo e finanziata da molte delle maggiori case farmaceutiche (Angelini, Kowa, Ingenix, Fournier, Astra Zeneca, Boheringer, Bristol- Myers...), conta su una università telematica parallela non meno generosa, sono usciti nel 2007 la bellezza di 5.718 studenti con laurea triennale. In maggioranza (53%) immatricolati, stando ai dati, nell'anno accademico 2005-2006 o dopo. Il che fa pensare che si siano laureati in due anni o addirittura in pochi mesi. Quanto all'ateneo di Siena, i precoci nel 2007 sono risultati 1.918 su un totale di 4.060 «triennali»: il 47,2%. La metà.

Ancora più sorprendente, tuttavia, è la quota di maschi: su 1.918 sono 1.897. Contro 21 femmine. Come mai? Con ogni probabilità perché alla fine del 2003 l'Università firmò una convenzione coi carabinieri che consentiva ai marescialli che avevano seguito il corso biennale interno di farsi riconoscere la bellezza di 124 «crediti formativi». Per raggiungere i 148 necessari ad ottenere la laurea triennale in Scienza dell'amministrazione, a quel punto, bastava presentare tre tesine da 8 crediti ciascuna. E il gioco era fatto. Ma facciamo un passo indietro. Tutto era nato quando, alla fine degli anni Novanta, il ministro Luigi Berlinguer, adeguando le norme a quelle europee, aveva introdotto la laurea triennale. Laurea alla portata di chi, avendo accumulato anni d'esperienza nel suo lavoro, poteva mettere a frutto questa sua professionalità grazie al riconoscimento di un certo numero di quei «crediti formativi» di cui dicevamo. Un'innovazione di per sé sensata. Ma rivelatasi presto, all'italiana, devastante. Colpa del peso che da noi viene dato nei concorsi pubblici, nelle graduatorie interne, nelle promozioni, non alle valutazioni sulle capacità professionali delle persone ma al «pezzo di carta», il cui valore legale non è mai stato (ahinoi!) abolito. Colpa del modo in cui molti atenei hanno interpretato l'autonomia gestionale. Colpa delle crescenti ristrettezze economiche, che hanno spinto alcune università a lanciarsi in una pazza corsa ad accumulare più iscritti possibili per avere più rette possibili e chiedere al governo più finanziamenti possibili. Va da sé che, in una giungla di questo genere, la gara ad accaparrarsi il maggior numero di studenti è passata attraverso l'offerta di convenzioni generosissime con grandi gruppi di persone unite da una divisa o da un Ordine professionale, un'associazione o un sindacato. Dai vigili del fuoco ai giornalisti, dai finanzieri agli iscritti alla Uil. E va da sé che, per spuntarla, c'è chi era arrivato a sbandierare «occasioni d'oro, siore e siore, occasioni irripetibili». Come appunto quei 124 crediti su 148 necessari alla laurea, annullati solo dopo lo scoppio di roventi polemiche. Un andazzo pazzesco, interrotto solo nel maggio 2007 da Fabio Mussi («Mai più di 60 crediti: mai più!») quando ormai buona parte dei buoi era già scappata dalle stalle. Peggio. Perfino dopo quell'argine eretto dal predecessore della Gelmini, c'è chi ha tirato diritto. Come la «Kore» di Enna che, nonostante il provvedimento mussiano prevedesse che il taglio dei crediti doveva essere applicato tassativamente dall'anno accademico 2006-2007, ha pubblicato sul suo sito internet il seguente avviso: «Si comunica che, a seguito della disposizione del ministro Mussi, l'Università di Enna ha deciso di procedere alla riformulazione delle convenzioni» ma «facendo salvi i diritti acquisiti da coloro che vi abbiano fatto esplicito riferimento, sia in sede di immatricolazione che in sede di iscrizione a corsi singoli, nell'ambito dell'anno accademico 2006-2007».

Bene: sapete quanti studenti risultano aver preso la laurea triennale nell'ateneo siciliano in meno di due anni grazie ad accordi come quello con i poliziotti (76 crediti riconosciuti agli agenti, 106 ai sovrintendenti e addirittura 127 agli ispettori) che volevano diventare dottori in «Mediazione culturale e cooperazione euromediterranea»? Una marea: il 79%. Una percentuale superiore perfino a quella della Libera università degli Studi San Pio V di Roma: 645 precoci su 886, pari al 73%. E inferiore solo a quella della Tel.M.A., l'università telematica legata al Formez, l'ente di formazione che dipende dal Dipartimento della funzione pubblica: 428 «precoci» su 468 laureati. Vale a dire il 91,4%. Che senso ha regalare le lauree così, a chi ha l'unico merito di essere iscritto alla Cisl o di lavorare all'Aci? È una domanda ustionante, da girare a tutti coloro che hanno governato questo Paese. Tutti. E che certo non può essere liquidata buttando tutto nel calderone degli errori della sinistra, come ha fatto l'altro ieri Mariastella Gelmini dicendo che di tutte le magagne universitarie «non ha certo colpa il governo Berlusconi che, anzi, è il primo governo che vuol mettere ordine». Sicura? Certo, non c'era lei l'altra volta alla guida del ministero. Ma la magica moltiplicazione delle università (soprattutto telematiche), la corsa alle convenzioni più assurde e il diluvio di «lauree sprint», lo dicono i numeri e le date, è avvenuta anche se non soprattutto negli anni berlusconiani dal 2001 al 2006. E pretendere oggi una delega in bianco perché «non si disturba il manovratore», è forse un po' troppo. O no?



24 ottobre 2008

copincollando, ma centra con 2 post fa.

Com'è difficile rendere ragione di quello che ci muove.
La battuta, la frase, l'atteggiamento ci feriscono, ne capiamo l'errore. Ma scegliamo il quieto vivere, il profilo basso.
Non è il coraggio che manca, è la convinzione.
In fondo pensiamo sia lo stesso, oppure si arrangi, chissenefrega, sbagli pure.
Solo quando siamo convinti del valore di ciò che abbiamo allora interveniamo anche quando non è comodo, anche quando è controcorrente.
Così magari dire che non si è d'accordo con un certo sciopero, con la prassi dell'amniocentesi, con il giudizio su una certa persona, sul sesso con chiunque e comunque ci si tira addosso l'ostilità del pensare comune, ci si procura grane. Non è la trollata polemica e anonima: occorre metterci la propria faccia.

L'essere cristiano, fin dall'inizio, ha significato spesso metterci la faccia per rimetterci la testa. Ad esempio, nel 1540 in Inghilterra ad essere per il Papa si veniva impiccati e squartati e decapitati; se si avevano le conoscenze giuste magari si poteva anche ottenere che la seconda parte cominciasse mentre si era già morti.
Eppure qualcuno l'ha fatto. Qualcuno non è stato zitto. E i nostri silenzi alla macchinetta del caffè, al paragone, sono veramente miseria.






Grazie mille Berlic ^_*

19 ottobre 2008

Waste Allocation Load Lifter Earth Class

Divertente.
Divertente e pazzesco.
Divertente, pazzesco e tenero.
Divertente, pazzesco, tenero e riflessivo.
Perche'?
Beh, divertente perche' esplorare con Wall-e il paesaggio "post apocalittico" dellaterra nel 2800ac circa e' una continua sorpresa, niente gag elaborate o battutine(Wall-E e' solo, con chi parla?) ma risate a gogo.
Divertente perche' le vocette dei robot sono mitiche, elettroniche ma piene di significato ed espressivita'.
Pazzesco perche' la grafica e' strepitosa.
Ci si accorge di esere in un cartoon solo quando si vedono le prime figure umane, ciccionute e pacioccose, non per un vezzo dei grafici stavolta, ma perche' ciccionuti e obesi lo sono veramente, gli umani.
Pazzesco perche' i riflessi nel "viso" di EVE sono davvero pazzesci.
Perche' fuoco, funo, acqua e vento sono veri.
Cioe', no,ovviamente, ma l'efetto e' quello.
Tenero perche' Wall-E, solo, in mezzo alle macerie fa tenerezza, perche' e' solo e sa di esserlo.
Perche' guardando un film(sapete che film?) impara cosa vuol dire innamorarsi.
E quando arriva EVE, super-robot-sonda in cerca di tracce di fotosintesi(essi', perche' sulla terra e' deserto deserto. L'unico essere vivente, nella prima meta' del film e' la Blatta domestica di Wall-E), dal fisico lineare e tutto curva(e' un uovo) dalle movenze angeliche e aggrazziate, Wall-E capitola.
E quando EVE viene portata via, suo malgrado, Wall-E fa di tutto per non perderla.
Tenero perche' c'è del tenero, tra loro.
Profondo, perche' certi paesaggi visti nel film, fatti con CG sembra di averli gia' visti nella realta'.
Spreco spreco spreco, lusso sfrenato, spreco, spreco, rifiuti rifiuti.
Il 2100 non e' poi cosi' lontano.
Ma confido che per il 2060 saremo gia' ad un buon punto.
L'unico dubbio, e che forse non saremo ancora in grado di costruire dei Waste Allocation Load Lifter Earth Class.








Da vedere assolutamenteeeee

14 ottobre 2008

Libero

Siamo davvero liberi?
Siamo liberi di pensare quello che vogliamo, di usare il cervello, di fare delle scelte consapevoli, di andare controcorrente, di non far parte della massa, ma non per il gusto di remare contro, quello proprio zero, ma semplicemente perche' credo che sia giusto cosi'?
Di scriverlo, di urlarlo al mondo?
Sono libero di credere in cio' che credo senza venire insultato da ogni dove, senza venir bollato come fesso e senza sentirmi dire, "ma sta' zitto va, piantala di immischiarti sempre in queste cose"?
Sono libero di difendere una posizione, che condivido appieno, che mi slancia sulla realta' in una determinata direzione, ma non per inerzia, ma perche' sono io a muovere le gambe verso quella meta?
Sono libero di essere Cattolico, oggi, in italia, e di parlare ad alta voce delle mie idee?
Sono libero di farlo?



06 ottobre 2008

Diritto e Bioetica

"La bioetica è la scienza che si occupa dei problemi morali e normativi generati dal crescente sviluppo della medicina e della biologia. Essa si occupa perciò di uno studio sistematico della condotta umana nell'ambito delle scienze della vita e della cura della salute, quando tale condotta è esaminata alla luce dei valori e dei principi morali.

Le prospettive bioetiche che sono oggi presenti nella nostra cultura sono numerose. Dal punto di vista concettuale però si possono individuare le due tendenze più significative. Ci riferiamo da un lato a quella che si definisce "bioetica laica", per sottolineare la propria indipendenza e contrapposizione rispetto a prospettive bioetiche religiosamente ispirate, mentre dall'altro troviamo quella che si autodefinisce "bioetica personalista", perché mette al centro del proprio orizzonte di pensiero il valore intangibile della persona umana, come punto di riferimento primario di ogni considerazione bioetica."



Abbiamo iniziato oggi quello che sembra essere, secondo me, il corso piu' interessante che affronteremo quest'anno.
Corso iniziato dando una semplice definizione di diritto e di bioetica, 2 ore a introdurre l'argomento a gente che di diritto, proprio non ne vuole masticare.
La prof cerca da subito, almeno per oggi, di non andare sul vivo, usando come unico esempio l'introduzione sul mercato e nelle colture di vegetali OGM.
Verso la fine, pero'...

-si vabbe', ma se uno esce dal coma tutto sbavoso meglio che non esca...-


Cosacosacosacosa??

La prof pero' non si ferma sull'argomento, anche perche' non centrava una mazza, ma la frase si e' sentita, e non sara' ignorata, in futuro.

Il tizio in questione riesce anche a sparare un "impossibile" sull'eventuale convivenza di Fede e Scienza.
Uno che, senza nemmeno pensarci, coglie l'occasione per parlare cosi' a sproposito, quanto avra' pensato prima di aprire bocca?



Vabbe'...
Per ora mi fermo qua.
Di sicuro nelle prossime lezioni ci saranno cose piu' serie su cui discutere e che riportero', almeno in parte.






04 ottobre 2008

Ottobre

Finalmente si riprendono i corsi, un po' mi mancavano, lo ammetto.
Mi mancava alzarmi presto presto al mattino ed uscire al freddo per prendere il Bus che passa quando piu' gli aggrada; non lo sapevate? Gli orari sono solo una traccia, un canovaccio.
Gli autisti di oggi sono artisti del volante, ci mettono del loro.
Guidano con estro e fantasia, gli orari non sono per loro.
Comunque, dopo questa parentesi non prevista...
...Mi mabcava ...etc... aspettare il Pt. Garibaldi, o il S. Cristoforo.
A volte pure il Centrale, quando si degna di fermarsi anche a Greco.
Mi mancava il Bar dell'U3, il Metro e l'Epolis.
Mi mancavano i banchi dolore delle mie ginocchia e acrobazia per i miei gomiti.
Ma soprattutto mi mancavano i compagni di corso.
Gia' gia'.
Qualcuno ancora non s'è visto, molti hanno lasciato, ma i migliori(non e' vero) stavolta sono rimasti.
Unica nota negativa e' il numero.
Speravo abbandonassero in molti di piu', capperi.
Per due giorni aula quasi piena...
Che palleeee.
Persone mai viste, cosa ci vengono a fare??
Molto meglio quando si e' in 40-50 e bneomale ci si conosce tutti o quasi.
E' assurdo che dopo un anno di lezioni ci siano ancora volti nuovi.
Bah.
Speriamo che decidano, come l'anno scorso, di nn frequentare.
Anche perche' cosi' liberano posti avanti.
E c'è meno brusio.







Sempre parlando di uni, ieri sono andato a vedere la Laurea di Charles, pardon, del Dott. Motta.
110 e lode.
Auguroni ^_*.

29 settembre 2008

Pallavolo

Gia', da Domenica prossima, 5 ottobre, riprendono ufficialmente gli allenamenti di Pallavolo Mista.
Cioe', PallavoloMista non e' il nostro vero nome, a quello dobbiamo ancora pensarci, ma il succo e' quello.
Il ritrovo e' come sempre alle 20:30 davanti alla palestra di via Ozanam e finiremo quando saremi troppo stanchi, in genere verso le 22:45-23:00.

Il progetto di iscriverci ad un torneo quest'inverno e' saltato per questioni meramente burocratiche, ma sicuramente in Primavera ci faremo trovare piu' che pronti.
Con i nuovi innesti in squadra, uno ottimo e uno, speriamo non e' ancora ufficiale ma io ci ho provato, ancora meglio, la competitivita' aumentera' ancora.
E finalmente dovremmo avere il numero minimo di 12 persone ad allenamento per poter giocare una benedetta partita 6 vs 6!!



Festaaaaa

Uff, stanco stanchissimo ma contento.
Finalmente questo WE si e' svolta la Festa dell'Oratorio di Concorezzo, che, ad essere sinceri, e' l'unica Festa degna di questo nome del paese.

Al solito ho potuto fare solo una fugace visita a solo una delle mostre, nel minimo ritaglio di tempo libero che ho avuto.
Giornata iniziata alle 8:30.
Lo so, sarei dovuto essere li prima, ma ero in coma gia' dal giorno prima, quindi pace.
Poi a lavorare per finire le ultimissimissime cose del Lunapark, Messa, e gioco dell'acqua fino alle 12:30.
E per gioco dell'acqua intendo quel simpatico aggeggio con un bersaglio, una "sedia", una vasca sotto la sedia e un complesso, ma nemmeno troppo, sistema di carrucole.
Becchi il bersaglio, la sedia si ribalta e chi sta seduto cade in acqua.
Quello che cadeva ero io, piu' altre due ragazze, la Fede(SMACK) e la Betty.
Ovviamente uno alla volta, sulla sedia.
E ovviamente l'acqua era a temparature artiche.
Ma io, scaltro come una faina, mi sono fatto mettere al mattino, quindi avevamo un delizioso sole che ci scaldava.
Poi pranzo, semi abbiocco sul letto, e alle 14:30 si riparte.
Toromeccanico, con le dovute riparazioni in corsa, Boowling, cassa, e sono gia' le 18:40-45.
mmm...
C'è la cuccagna, ma quest'anno nulla.
La squadra era quasi completa, mancavano solo 2 persone ed era fatta.
Vabbe'.
Si corre a casa ci si sciacqua in tempi record, si torna indietro.
La Fede e' ancora giu' alla tavola calda, e tra mezz'ora(sono le 20:00) inizia il turno al Bar.
Finalmente eccola risalire dall'inferno laggiu'.
Ok, io vado a fare la coda x la cena mentre lei si doccia.
Preciso.
Si va in coda all'Angolo Giovani, e in soli 20 minuti ho tra le mani il mio Hamburger e la Salamella per Lei.
Lei che arriva proprio in quel momento.
Mangiamo i nostri due paninozzi e poi turno al bar.
Caffe', caffe', caffe', caffe' e grappe.
Ma io sono alla cassa e quindi il lavoro e' minimo.
Pero', inizia il concerto, ed e' la fine.
"Musica" assordante fin dentro il bar, volume a mille, facevo fatica persino a capire le ordinazioni.
Canzoni carine, questo si, ma suonate male e cantate terribilmente!!
Rimarranno nella nostra memoria per molto tempo, aime', la versione di "Hey Ho, Let's Go!" cantata con innocente voce pre adolescenziale e batteria in modalita' random, e "The Final Countdown" suonata con un pianoforte che sembrava una di quelle armoniche a fiato che si suonano alle elementari.
Brividi lungo la schiena come solo "Mia" di una manciata di anni fa ha saputo regalarci.
E chi era presente sa bene cosa intendo.
Arriva puntuale l'avviso del Goal di Dinho e la serata prende una piega piu' piacevole.
Arrivano anche le 11 e si chiude.
Manca la scopa, laciamo il bar in condizioni da favelas, ma era tardi, tutti stanchi, e di cercare una scopa nessuno aveva ne voglia ne le energie.
E la sera finisce qui.
Almeno per voi che leggete.
E poi, alla fine fine, finalmete mi addorm...